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C’è anche la provincia di Salerno nel confronto nazionale avviato al Cnel sul futuro delle nuove generazioni Attualità zonarcs 

C’è anche la provincia di Salerno nel confronto nazionale avviato al Cnel sul futuro delle nuove generazioni

 

C’è anche la provincia di Salerno nel confronto nazionale avviato al CNEL sul futuro delle nuove generazioni. FedAPI – Federazione Artigiani e Piccoli Imprenditori ha partecipato oggi al Tavolo tematico “Attrattività del Paese”, nell’ambito della Strategia Giovani e del percorso per un nuovo Patto Generazionale, con il contributo di Teresa Di Meo, coordinatrice nazionale FedAPI Giovani, espressione diretta del territorio salernitano.

Di Meo, già presidente del Consiglio comunale di Montecorvino Pugliano e componente del GAL, ha portato al tavolo nazionale una visione fortemente radicata nelle dinamiche locali, mettendo in relazione le grandi scelte di politica generazionale con le criticità che attraversano la provincia di Salerno: emigrazione giovanile, difficoltà di accesso al lavoro qualificato, fragilità delle piccole imprese e necessità di rafforzare le filiere territoriali.

Il Tavolo sull’Attrattività del Paese affronta uno dei nodi più urgenti per aree come il Salernitano, dove il rischio di spopolamento e perdita di competenze si intreccia con un tessuto produttivo fatto in larga parte di micro e piccole imprese. Un contesto che, secondo FedAPI, può diventare una risorsa solo se inserito in una strategia nazionale capace di valorizzare territori, lavoro e iniziativa imprenditoriale.

«Il Patto Generazionale non è solo un accordo tra generazioni, ma un patto con l’Italia stessa, ha dichiarato Teresa Di Meo. Un futuro realmente prospero per le generazioni a venire sarà possibile solo se passato e presente sapranno collaborare, nella consapevolezza del valore aggiunto che il fattore italianità rappresenta. Territori, comunità, imprese, cultura del lavoro e identità produttiva non sono un limite, ma una leva strategica su cui costruire sviluppo e fiducia».

Di Meo ha sottolineato come l’attrattività del Paese passi anche dalla capacità di offrire ai giovani delle aree interne e rurali opportunità concrete di lavoro e di impresa, evitando che la scelta di restare diventi una rinuncia. «I giovani non chiedono assistenza – ha aggiunto – ma contesti credibili in cui poter investire competenze, idee e responsabilità. Le piccole imprese dei territori possono essere il primo luogo in cui il Patto Generazionale prende forma, se sostenute da politiche coerenti».

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