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Cava de’ Tirreni, studenti e cittadini contro la chiusura del pronto soccorso Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Cava de’ Tirreni, studenti e cittadini contro la chiusura del pronto soccorso

Stamani studenti e cittadini hanno attraversato la città sfilando in corteo a seguito della minaccia di chiusura del Pronto Soccorso del nosocomio cavese scrivendo un’altra pagina di una storia cittadina fatta di erosione del diritto alla salute e mobilitazione popolare.

Il corteo, promosso dal Collettivo Studentesco Cavese con settimane di agitazione e sensibilizzazione nelle scuole, ha visto la partecipazione dei comitati cittadini in difesa dell’ospedale e di un pezzo della società civile.

Verso le 10:00, dopo il concentramento tenutosi a Piazza Amabile, il corteo ha raggiunto la via XXV Luglio che ha percorso, occupandola, per una buona durata della manifestazione, fino a raggiungere l’ospedale poco dopo le 12:00.

Durante il tragitto a più riprese ci sono stati cori ed interventi che hanno ribadito l’importanza del diritto alla salute e di come le istituzioni debbano garantirlo a 360⁰.

“La direzione del Ruggi d’Aragona deve dare al Pronto Soccorso le risorse necessarie a rispettare la pianta organica del PS e consentire l’apertura dell’ambulatorio ginecologico. Ne va della qualità della vita dei cavesi. Come giovani studenti,  organizzare il dissenso è il nostro modo per incalzare le istituzioni, rimetterle ai loro doveri ed assumerci collettivamente la responsabilità di difendere la comunità cittadina e i suoi diritti di base.”

Queste le parole di Alberto de Simone, portavoce del CSC e rappresentante d’istituto della sede “Marco Galdi” dell’I.I.S. “De Filippis-Galdi” della nostra città.

La protesta è terminata nei pressi del Palazzo di Città dove si sono susseguiti gli interventi di studenti e comitati che hanno ripreso le testimonianze di personale e pazienti, ribadendo che la sanità pubblica e accessibile è al centro della nostra carta costituzionale.

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