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Borsa: dopo tonfo di Wall Street e Asia, giù Milano Italia e Mondo 

Borsa: dopo tonfo di Wall Street e Asia, giù Milano

E’ ‘contagio’: Wall Street crolla e le Borse europee registrano il peggior inizio di seduta dal giugno del 2016. Francoforte cede il 3,58%, Parigi il 3,43% e Londra del 3%. Milano si muove nervosa (-2,7%) con alcune sospensioni in asta di volatilità. Fermate subito Tim e Finecobank (in attesa dei conti) che quando riprendono gli scambi cedono rispettivamente il 3,09% e il 5,05%. Intesa Sanpaolo che ha annunciato conti e piano contiene il calo allo 0,75%.
Il brusco calo registrato a Wall Street somiglia al ‘flash crash’ del 2010, osservano gli analisti, nel giorno dell’insediamento di Jerome Powell alla guida della Fed. Il Dow Jones ha perso il 4,62%, il calo maggiore dal 2011 sui timori di una fine a breve del ciclo di inflazione bassa e tassi bassi.
E i consiglieri di Trump vanno in pressing perchè il presidente, che ha fatto della corsa dei listini americani un cavallo di battaglia per mostrare l’efficacia delle sue ricette economiche, non citi piu’ il rally di Wall Street.

Tonfo Asia dopo Wall Street, fuga su yen e treasury

Paura a Wall Street, Dj affonda e perde fino al 6% – Torna la paura sui mercati. Nel giorno dell’insediamento di Jerome Powell alla guida della Fed Wall Street affonda e brucia i guadagni accumulati dall’inizio dell’anno. Il Dow Jones chiude perdendo il 4,62%, il calo percentuale maggiore dal 2011: l’indice e’ arrivato a perdere nel corso della seduta fino al 6,12% o quasi 1.600 punti per poi chiudere in calo di 1.175,21 punti, il calo maggiore della sua storia in una sola giornata. Lo S&P 500 lascia sul terreno il 4,10%, il suo calo maggiore dal 2011. Il Nasdaq cede il 3,78%, la giornata peggiore dal giugno 2016. Una seduta nera con il Dow Jones e lo S&P 500 ai minimi degli ultimi due mesi: per il Dow Jones si tratta della peggiore due giorni dal novembre 2008, nel pieno della crisi. A innescarla i timori di una fine a breve del ciclo di inflazione bassa e tassi bassi. In una giornata volatile i listini americani hanno accentuato le perdite intorno alle 21.00 ora italiane: le vendite sono piovute sul mercato tanto che alcuni analisti hanno visto ‘somiglianze’ con il flash crash del maggio 2010. Il crollo di Wall Street ha fatto seguito a quello delle piazze europee, che hanno chiuso tutte in rosso con Milano in calo dell’1,64%. Per Powell si tratta di un’accoglienza ‘gelida’ da parte di Wall Street. Fra gli analisti c’e’ chi ironizza sul fatto che al mercato piace mettere sotto pressione e vedere la reazione di tutti i nuovi presidente della Fed. Ma a preoccupare gli investitori sono le proprio le prossime mosse della Fed di Powell, che ha giurato divenendo il 16mo presidente della banca centrale americana. Il primo messaggio del neo presidente, affidato a un video, e’ pero’ all’insegna della fiducia, senza alcun riferimento ai mercati: ”la disoccupazione e’ bassa, l’economia cresce e l’inflazione e’ bassa. I mercati finanziari sono più forti di quanto non fossero prima della crisi”. Un’analisi condivisa dalla Casa Bianca che, pur dicendosi ”preoccupata” quando il mercato perde valore, si dice fiduciosa sulla ”solidità dei fondamentali dell’economia”. Powell assicura che la Fed, con la propria politica monetaria, continuerà a sostenere il mercato del lavoro e la ripresa seguendo la stessa strada tracciata da Janet Yellen e fatta di rialzi graduali di tassi di interesse. Ma Powell si trova di fronte a una ripresa diversa rispetto a quella finora ‘governata’ da Yellen. L’ex presidente e’ stata in grado di aumentare gradualmente i tassi grazie a una bassa inflazione e a un recupero del mercato del lavoro. Un binomio questo che mostra pero’ i primi segnali di difficoltà e sul quale ci sono molte incognite, fra le quali la riforma delle tasse da 1.500 miliardi di dollari varata dall’amministrazione Trump. Il timore è che il taglio delle imposte possa ‘surriscaldare’ l’economia e quindi spingere la Fed a rialzi a catena dei tassi, con un effetto incerto sulla ripresa. A questo si aggiungono i segnali di inflazione che rialza la testa. Dopo anni sottotono i prezzi sembrano indicare una lieve ripresa, come di recente segnalato dal mercato dei bond e dal balzo dei salari. A fronte di un’accelerazione dell’inflazione il rischio e’ quello di interventi più decisi sui tassi da parte della Fed. La brusca correzione sui listini delle ultime sedute potrebbe, se prolungata, mettere a rischio la tabella di marcia di rialzi della Fed, ostacolando anche il ritorno alla ‘normalità’ delle altre grandi banche centrali. Azioni che preoccupano i mercati azionari, abituati ormai da anni a denaro a buon mercato e che temono per quest’anno quattro rialzi dei tassi, di cui il primo dato per scontato – con l’83% di chance – in marzo, quando Powell terrà la sua prima conferenza stampa dopo la due giorni di riunione. Per ora comunque la prima più ‘banale’ sfida di Powell e’ convincere il Secret Service a continuare a fargli usare la bicicletta per andare in ufficio tutte le mattine, non privandolo di quei 12,8 chilometri di passeggiata su due ruote.







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