Barriere architettoniche, Garante Disabili: in Campania solo Salerno ha il piano
Indagine dell’Associazione Luca Coscioni: a 40 anni dalla legge regionale, nei capoluoghi campani l’attuazione è ancora ferma. L’affondo del Garante Colombo: “È una discriminazione”. A quarant’anni dall’approvazione della legge regionale, in Campania solo il Comune di Salerno ha adottato il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba), con delibera di Giunta. Il provvedimento, tuttavia, non è ancora stato approvato dal Consiglio comunale. È quanto emerge dall’indagine condotta dall’Associazione Luca Coscioni, che ha monitorato lo stato di attuazione dei Peba nei Comuni capoluogo italiani per verificare il livello di rispetto dei principi di accessibilità e inclusione sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e dalla Costituzione. Il quadro che emerge è quello di un ritardo strutturale. «Il mancato rispetto della normativa sui piani è una vera e propria discriminazione», afferma Paolo Colombo, Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Campania. «La giurisprudenza ha chiarito che l’assenza del piano non è una semplice mancanza amministrativa, ma una lesione di diritti».
Colombo richiama l’esigenza di un cambio di passo che non sia solo burocratico. «Occorre rispettare la legge e inquadrare il tema dell’accessibilità come una questione culturale, prima ancora che amministrativa». A preoccupare è anche il dato relativo alle nuove costruzioni, che — secondo il Garante — continuano in alcuni casi a ignorare principi basilari di progettazione inclusiva. «È impressionante constatare come ancora oggi nuove opere non rispettino criteri fondamentali di accessibilità», denuncia.
L’auspicio è che non si debba attendere un altro quarantennio perché l’abbattimento delle barriere architettoniche diventi una realtà concreta e diffusa, e non resti soltanto un obbligo formale sulla carta.





