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Annullata demolizione a Vietri sul Mare: stabilimento “La Ciurma” vince al Tar Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Annullata demolizione a Vietri sul Mare: stabilimento “La Ciurma” vince al Tar

Si chiude  la controversia tra i proprietari dello storico stabilimento balneare La Ciurma e il Comune di Vietri sul Mare. I giudici del Tar hanno accolto il ricorso presentato dalla società cooperativa titolare della struttura, annullando l’ordinanza di demolizione emessa nel 2025 dall’amministrazione comunale. La controversia opponeva la società concessionaria dello stabilimento agli uffici comunali, che avevano contestato una serie di presunti interventi abusivi su area demaniale marittima concessa per finalità turistico-ricreative.
Nel mirino dei controlli erano finiti impianti tecnologici, modifiche del terreno e una parete realizzata in blocchi di lapillo. Secondo la tesi del Comune, tali opere sarebbero state realizzate senza le necessarie autorizzazioni. I proprietari, però, avevano sin dall’inizio respinto le accuse, sostenendo che molti interventi fossero già regolarmente autorizzati o rientrassero in accordi di collaborazione con l’ente.

Particolarmente emblematico il caso del manufatto artistico oggetto dell’ordine di abbattimento: una parete decorata da un ceramista locale, realizzata – secondo quanto emerso – d’intesa con il Comune, che vi aveva apposto anche la targa di intitolazione della piazza pubblica.

Un elemento che, per la difesa dello stabilimento, dimostrava la natura condivisa dell’intervento e l’assenza di una condotta abusiva.

I vizi procedurali rilevati dai giudici

Il collegio giudicante, presieduto dal magistrato Nicola Durante, ha fondato l’annullamento dell’ordinanza su vizi procedurali.
Secondo il Tar, l’iter amministrativo seguito dal Comune non si è svolto correttamente: trattandosi di interventi su suolo demaniale, l’amministrazione avrebbe dovuto applicare le specifiche tutele previste dal Testo unico dell’edilizia.

In particolare, la sentenza richiama il principio che impone la preventiva diffida prima di procedere con un ordine di demolizione.

Mancato confronto con il concessionario

Per i giudici, l’omissione della diffida ha privato il concessionario di un necessario confronto con l’ente, indispensabile per «verificare lo stato legittimo dei beni in discussione» prima di adottare misure coercitive.

Il Tar ha inoltre evidenziato una carenza di prudenza istruttoria da parte del Comune, che avrebbe dovuto approfondire il quadro autorizzativo e la natura delle opere contestate.

Possibile ricorso al Consiglio di Stato

Ora si attende la prossima mossa dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni De Simone.
Il Comune potrebbe valutare l’ipotesi di impugnare la sentenza davanti al Consiglio di Stato, per chiarire definitivamente la legittimità delle opere e ridefinire il quadro dei rapporti concessori con la società che gestisce lo stabilimento balneare.

 

 

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