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A Sarno i medici volontari che assistono i malati di Covid avranno dei locali dove lavorare in sicurezza Provincia e Regione 

A Sarno i medici volontari che assistono i malati di Covid avranno dei locali dove lavorare in sicurezza

Squillante e Basile, i medici volontari che assistono i malati di Covid, avranno dei locali dove lavorare in sicurezza. Usca, i medici avranno una sede dove assistere i malati affetti da Covid-19. Con il Dpcm del 9 marzo 2020 è stata disposta la istituzione delle Unità Speciali di continuità Assistenziale, con lo scopo di potenziare le risorse umane da utilizzare nel Servizio Sanitario Nazionale in relazione alle esigenze dell’emergenza dovuta al Covid 19, in modo da consentire ai Medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta ed al Medico di continuità assistenziale la possibilità di garantire l’attività assistenziale ordinaria. Per l’effetto di tale provvedimento, a Sarno è attivo un presidio per assistere i pazienti affetti da Covid-19. Si tratta, nello specifico, di unità speciali per le cure domiciliari che garantiscono 7 giorni su 7, dalle 8 alle 20, l’assistenza territoriale dei malati da coronavirus. Tra i medici volontari del presidio locale vi sono Antonio Squillante e Christian Basile, due giovani professionisti che hanno raccontato l’evoluzione del servizio fornito ai cittadini «Dalla settimana prossima ci staccheremo dal Distretto di Sarno per iniziare a lavorare in alcuni locali, messi a disposizioni dagli Enti di competenza, nel mercato ortofrutticolo di via San Valentino – hanno spiegato i medici- Inizieremo a fornire l’assistenza a domicilio ai malati di Covid e ai sospetti infetti di questa malattia. Lo faremo anche tramite l’ausilio di un apparecchio che ci consente di monitorare i pazienti e conoscere i dati sulla saturazione, sulla temperatura corporea, sulla pressione e sul quadro clinico in generale dei pazienti. L’amministrazione comunale di Sarno ci ha fornito sette saturometri e dispositivi di protezione individuale per fornire la nostra assistenza in piena sicurezza». I medici aggiungono «Ci siamo arruolati volontariamente il 17 marzo scorso- scrive puntoagronews- insieme ad altri sei medici e specializzandi. Nel caso di specie, la nostra unità entra in servizio dopo che il medico di base ha inoltrato una segnalazione all’Ufficio sanitario di prevenzione. Da quel momento a noi vengono inoltrate le comunicazioni su persone affette da Covid-19, o presunte tali, che le seguiremo decidendo se ospedalizzarle o curarle con una terapia a domicilio e monitorandole quotidianamente ». Infine «Tra poco inizieremo a prendere servizio presso i nuovi locali messi a disposizione, dove, nel pieno rispetto dei protocolli, avremo un percorso “pulito” e un percorso “sporco” per porre in essere l’assistenza domiciliare. Nell’immediato futuro, forse, faremo anche dei test semiologici ai potenziali sospetti malati di coronavirus».

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