Passaporti falsi per 150 euro, condanna bis per l’addetto della Questura di Salerno
Condanna bis per Ernesto Arzano, ex dipendente amministrativo dell’ufficio passaporti della Questura di Salerno. I giudici della Corte di appello di Salerno lo hanno condannato a 2 anni e 9 mesi per peculato, disponendo il non luogo a procedere per le ipotesi di falso ideologico in atto pubblico , per intervenuta prescrizione. La riforma della sentenza ha portato gli altri due imputati, Antonio Picarelli e Gennaro Pierri (che rispondevano solo delle ipotesi di falso), fuori dal processo: nei loro confronti, infatti, è stato disposto il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. I fatti risalgono ad una decina di anni fa: secondo le accuse, Arzano forniva i passaporti cosiddetti “facili” saltando diverse procedure e l’ordine cronologico. Secondo rimpianto accusatorio i tre sarebbero stati aiutati anche da un ex dipendente della Polfer (la cui posizione è stata stralciata sin dal primo grado) che raccoglieva le istanze di rilascio dei passaporti per poi consegnarle al Picarelli all’epoca dei fatti dipendente dell’ufficio anagrafe al comune di Mercato San Severino, affinchè attestasse l’autenticità delle foto e delle firme. Così come Pierri , titolare di un agenzia di disbrigo pratiche. Poi ad Arzano (che in primo grado era stato condannato a 3 anni e mezzo) spettava il compito di provvedere all’illecito rilascio dei passaporti in questione, prima attestando falsamente le ragioni d’urgenza e persino staccando le marche da bollo dai fascicoli già trattati ed archiviati ed apporle sulle istanze che poi furono oggetto dell’inchiesta giudiziaria. Per l’accusa era sufficiente sborsare 150 euro e, in meno di una settimana, il passaporto era pronto con falsi motivi di urgenza.





