Carburanti, rientra la protesta dei tir: ora si mobilitano i tassisti con un presidio a Roma
La circolazione delle merci torna gradualmente alla normalità dopo lo stop alla protesta degli autotrasportatori, ma il caro carburanti apre un nuovo fronte. Questa volta a mobilitarsi sono i tassisti, che denunciano il peso crescente dei rifornimenti sui costi dell’attività.
La progressiva rimozione dei blocchi dei tir, dopo le rassicurazioni del Governo, sta consentendo una lenta ripresa dei trasporti. Restano però le difficoltà legate all’aumento dei prezzi di benzina e gasolio, che coinvolgono cittadini e diverse categorie professionali.
Per i tassisti il primo appuntamento è fissato per lunedì 26 ottobre a Roma, con un presidio davanti al ministero dei Trasporti. Il giorno successivo, martedì 27 ottobre, è previsto un incontro a Firenze. La categoria chiede interventi concreti e tempestivi: in assenza di risposte, potrebbe essere proclamato uno sciopero dei taxi.
Al centro delle rivendicazioni c’è lo squilibrio tra l’aumento delle spese e le entrate del servizio. Le tariffe dei taxi sono amministrate dai Comuni e gli operatori non possono modificarle autonomamente per compensare i rincari alla pompa.
Secondo le ragioni della protesta, il maggiore costo del carburante ricade quindi sui lavoratori, comprimendo i margini economici dell’attività. Una situazione che spinge il settore a chiedere misure di sostegno, mentre si attende l’esito dei prossimi appuntamenti.




