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Artigianato salernitano: numeri in calo e la proposta di rilancio di Cna Attualità zonarcs 

Artigianato salernitano: numeri in calo e la proposta di rilancio di Cna



L’artigianato salernitano sta vivendo una fase di evidente ridimensionamento: dopo la riflessione emersa durante la recente assemblea provinciale di CNA Salerno, arriva ora la conferma dai numeri ufficiali. L’ultima analisi dell’Area Studi e Ricerche CNA, su dati Istat, mostra che la provincia registra una quota di imprese artigiane pari al 17,3% sul totale delle imprese, contro una media nazionale del 21,5%.Nel contesto campano, Salerno si colloca in una posizione intermedia: meglio dei grandi poli metropolitani come Napoli (10,3%) e Caserta (12,8%), ma dietro Avellino (19,0%) e Benevento (18,3%), territori con una maggiore intensità artigiana grazie a sistemi produttivi più contenuti e meno diversificati.
Anche sul fronte occupazionale il quadro è debole: gli addetti impiegati nelle imprese artigiane rappresentano il 12,1% del totale, contro una media nazionale del 13,4%. Un valore che colloca Salerno al quarto posto in Campania, superando solo Napoli (6,5%) e Caserta (8,1%).
Il ridimensionamento è ancora più evidente osservando l’andamento dell’ultimo decennio: Salerno perde 3,3 punti percentuali di incidenza artigiana e 4 punti sul fronte degli addetti, una contrazione più intensa della media nazionale e seconda solo a Benevento. In altre parole, la provincia presenta un coefficiente di artigianalità inferiore alla media nazionale e un ranking territoriale che accende un campanello d’allarme. I numeri confermano quanto CNA Salerno aveva già anticipato durante l’assemblea provinciale, attraverso la relazione della direttrice Simona Paolillo: il fenomeno non riguarda solo la dimensione economica, ma la tenuta stessa del tessuto produttivo locale. Il blocco del ricambio generazionale, la difficoltà nel reperire personale qualificato, la pressione burocratica e i costi fissi (dal fitto alla logistica), insieme alla necessità di investire in digitalizzazione e innovazione (fatturazione elettronica, sito web, marketing), stanno indebolendo un settore che per decenni ha rappresentato una componente essenziale dell’identità produttiva del territorio.
Il report di CNA Nazionale ricorda che “l’età media dei titolari artigiani supera oggi i 50 anni” e che le ditte individuali guidate da under 30 sono in forte calo, mentre le imprese faticano a trovare figure professionali come elettricisti, meccanici, idraulici, sarte e serramentisti. Forte della conferma arrivata dai dati, Paolillo — due settimane dopo aver scattato la fotografia del settore davanti a una ampia rappresentanza istituzionale — rilancia con decisione la questione: Salerno non è un territorio privo di artigianato, ma un territorio che si sta impoverendo della sua artigianalità. Il patrimonio di competenze, qualità manifatturiera e capacità produttiva rischia di indebolirsi proprio mentre il mercato richiede profili tecnici che non si riescono più a generare.
CNA Salerno, guidata da Antonio Citro, ritiene necessario un impegno condiviso tra istituzioni, scuole, imprese e mondo della formazione per rilanciare i percorsi tecnico‑professionali, sostenere la transizione digitale delle micro‑imprese, semplificare gli adempimenti burocratici e accompagnare le imprese nel passaggio generazionale. Come ribadito all’assemblea del 30 luglio, CNA sottolinea l’urgenza di politiche territoriali che valorizzino botteghe e laboratori nei centri storici, rafforzino la presenza dell’artigianato nelle strategie di sviluppo locale e sostengano le imprese che scelgono di innovare mantenendo una forte identità produttiva. E’ urgente attivare linee di credito dedicate.
“L’artigianato — ha ribadito Paolillo — non è un residuo del passato ma una risorsa strategica per il territorio: dove arretra l’artigianato arretra la qualità del lavoro e la competitività, mentre dove cresce, cresce il territorio”.
Alla luce dei dati, il presidente provinciale Citro conferma la necessità di una politica territoriale dedicata all’artigianato, capace di sostenere chi produce valore, innovazione e identità. Il messaggio è chiaro: senza artigianato Salerno perde una parte della sua forza economica; con l’artigianato può ritrovarla. Anche per il presidente del coordinamento regionale CNA, Lucio Ronca “ il coefficiente di artigianalità delle province campane fa capire quanto stia cambiando il tessuto produttivo della nostra regione. Bisogna lavorare in maniera coesa con la Regione e in modo capillare su tutto il territorio affinché non si disperda il nostro made in Campania”.
Resta, infine, alta l’attenzione di CNA Salerno verso la riforma della legge sull’artigianato, che dovrà riparametrare diversi requisiti: dal concetto stesso di artigiano, al rapporto tra attività primaria e attività accessorie, fino alla composizione giuridica delle imprese artigiane.

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