Carcere Salerno, a mezzanotte scatta lo sciopero della fame
Mezzanotte è il limite fissato dai Radicali. Se entro la fine della giornata non arriverà una risposta dal presidente del Tribunale di Salerno, Giuseppe Ciampa, partirà lo sciopero della fame. È l’ultimatum lanciato dall’associazione radicale “Maurizio Provenza – Spes contra spem”, che chiede un incontro urgente sulle condizioni della Casa Circondariale di Fuorni e, più in generale, sulla situazione della comunità penitenziaria.
Una protesta nonviolenta, definita dai promotori un “Satyagraha”, per portare all’attenzione delle istituzioni quelle che vengono denunciate come condizioni di vita e di lavoro inumane e degradanti all’interno del carcere salernitano.
La richiesta di incontro, spiegano i Radicali, è stata presentata lo scorso 24 giugno e, a distanza di oltre un mese e mezzo, non avrebbe ancora ricevuto risposta.
Nel mirino soprattutto le condizioni della prima sezione, quella di media sicurezza. I Radicali, dopo una visita effettuata il 4 giugno insieme a Nessuno Tocchi Caino, descrivono ambienti segnati da infiltrazioni d’acqua, umidità e problemi strutturali, oltre al sovraffollamento.
Secondo quanto riportato nella nota, in alcune stanze di pochi metri quadrati arriverebbero a convivere fino a otto persone, con letti a castello disposti anche su tre livelli. Una situazione che, secondo i promotori della protesta, diventa ancora più difficile da sopportare durante le ondate di caldo.
Ma la denuncia riguarda l’intera comunità penitenziaria: detenuti e personale che lavora all’interno dell’istituto. I Radicali sottolineano infatti come condizioni ambientali e carichi di lavoro finiscano per coinvolgere, seppure in ruoli diversi, sia chi è ristretto sia chi è chiamato a custodirlo. Tre gli obiettivi indicati nella mobilitazione.





