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Successo a Foggia per la sarnese Ines Adiletta: secondo posto al premio letterario contro la violenza sui minori Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Successo a Foggia per la sarnese Ines Adiletta: secondo posto al premio letterario contro la violenza sui minori



Ci sono silenzi che fanno rumore, parole capaci di squarciare l’indifferenza e versi che si fanno carico del dolore più indicibile, restituendo dignità e ascolto a chi non ha voce. È lungo questo solco di profonda responsabilità civile e sensibilità artistica che si colloca il prestigioso riconoscimento attribuito lo scorso 20 giugno alla poetessa sarnese Ines Adiletta, che a Foggia ha conquistato il secondo premio per la poesia (Sezione B – Violenza Minori) nella VII edizione del premio internazionale di letteratura e arti visive “Ciò che Caino non sa”, organizzato dall’Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche con l’alto patrocinio delle massime cariche dello Stato.

Il componimento premiato, intitolato “Mani piccole d’inverno”, affronta con straordinaria delicatezza e fermezza una realtà drammatica e troppo spesso sommersa: la violenza e l’abuso sui minori. L’opera è riuscita a toccare le corde più profonde della commissione giudicatrice, distinguendosi per la capacità di tradurre in arte un impegno etico e umano imprescindibile.

La giuria, attraverso la nota critica a cura di Laura Pavia, ha così motivato il premio, cogliendo l’essenza più profonda della lirica: «La poesia consegna al lettore la rabbia dell’impotenza che ferisce un bambino, caricando così la scrittura della responsabilità di una sofferenza che non si esaurisce nel tempo, ma prosegue nel disagio di un futuro che ha imparato il silenzio».

Un riconoscimento che va ben oltre il semplice valore accademico e che certifica il potere della parola scritta come specchio e coscienza della società. Visibilmente commossa ed emozionata, l’autrice ha voluto condividere il senso profondo di questo traguardo, sottolineando la natura intima e al contempo collettiva dell’ispirazione poetica. «Ho vissuto un momento davvero speciale e sono felice, emozionata e profondamente grata», ha dichiarato Ines Adiletta. «Quando scriviamo, spesso lo facciamo nel silenzio, senza sapere dove arriveranno le nostre parole. Sapere che queste parole hanno trovato ascolto e riconoscimento è una grande soddisfazione. Ma ciò che mi ha emozionato maggiormente è stata la motivazione del premio. Leggerla mi ha fatto capire che la giuria ha colto il senso più profondo della mia poesia: dare voce a un’infanzia ferita, raccontare quella sofferenza che spesso resta nascosta e quel silenzio che può accompagnare il dolore dei bambini anche nel loro futuro».

La poetessa sarnese ha poi rimarcato il ruolo sociale dell’arte: «La poesia affronta un tema doloroso e delicato, una realtà che non dovrebbe mai essere ignorata. Per questo il riconoscimento assume per me un significato ancora più grande: è la conferma che la poesia può essere non solo espressione artistica, ma anche strumento di riflessione, sensibilizzazione e responsabilità umana. Ringrazio l’Accademia, la giuria, la presidente del premio Maria Teresa Infante La Marca, il presidente di commissione, Massimo Massa, e tutti coloro che credono nel valore della cultura e della parola. Dedico questa gioia a tutti i bambini che hanno diritto a crescere nell’amore, nel rispetto e nella serenità».

 

 

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