You are here
Graduatorie Atc Campania, Enalcaccia: circa 250 cacciatori salernitani penalizzati e trasferiti d’ufficio in altre province Attualità zonarcs 

Graduatorie Atc Campania, Enalcaccia: circa 250 cacciatori salernitani penalizzati e trasferiti d’ufficio in altre province



La pubblicazione sul portale Campaniacaccia.it delle nuove graduatorie di ammissione agli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) della Regione Campania ha generato profonda preoccupazione tra i cacciatori della provincia di Salerno.


Circa 250 cacciatori sono stati esclusi dal proprio territorio.

Secondo le graduatorie diffuse, circa 250 cacciatori salernitani non potranno esercitare l’attività venatoria nel proprio territorio di residenza, poiché trasferiti d’ufficio verso altri ATC, in particolare Avellino e Benevento.


Una decisione che comporta disagi, costi aggiuntivi e la perdita del legame con le aree di caccia vissute da sempre.


Il criterio contestato: il luogo di nascita.


La scelta amministrativa si basa su un criterio che sta suscitando forte dissenso:

• i cacciatori nati in un comune ricadente nell’ATC “Aree Contigue” o in altri comuni d’Italia o all’Estero, ma residenti, cresciuti e che hanno sempre svolto l’attività venatoria in un comune dell’ATC SA1,
sono stati considerati “non prioritari” per la permanenza nel proprio ATC di residenza.


Un’impostazione che appare illogica e anacronistica.

Nascere altrove per motivi medici, ospedalieri o per mancanza di strutture idonee nella propria città, non può penalizzare nessuno.

In una società moderna, inclusiva e caratterizzata dalla libera circolazione dei cittadini, il luogo di nascita non può rappresentare un elemento discriminante.


Molti cacciatori sono nati in una località diversa dal proprio comune di residenza per diversi motivi:

• disponibilità di una clinica,

• presenza del ginecologo di fiducia,

• necessità di strutture ospedaliere più attrezzate.

• o per motivi o scelte lavorative non più attuali.


Circostanze comuni e del tutto naturali, che non possono oggi pregiudicare il diritto di esercitare la caccia nel territorio dove si vive da sempre, dove si è cresciuti e dove si è costruito un legame autentico con l’ambiente venatorio locale.


Questo criterio produce effetti immediati:

• perdita del diritto di caccia nel proprio territorio;

• aumento dei costi e dei tempi di spostamento;

• indebolimento del tessuto venatorio locale;

• squilibri negli ATC limitrofi.


L’ENALCACIA di SALERNO critica fortemente questa scelta che penalizza i cacciatori salernitani anche e soprattutto nella formazione delle squadre di caccia al cinghiale e, pertanto CHIEDE alla Regione Campania di trovare una soluzione e ripristinare criteri equi, basati sulla residenza, unico parametro realmente rappresentativo della vita venatoria di un cittadino, o comunque di trovare una soluzione tampone che consenta a tutti i cacciatori che ne fanno richiesta di poter esercitare la caccia nel proprio territorio.


Si chiede alla Regione di:

• rivedere il criterio del luogo di nascita;

• tutelare i cacciatori penalizzati;

• garantire trasparenza e uniformità nelle procedure;

• evitare che decisioni tecniche producano effetti sproporzionati su una comunità già provata da riduzioni e riorganizzazioni.

 

 

scritto da 







Related posts