Sanità, i ringraziamenti al reparto Dialisi del Fucito di Mercato San Severino
In un momento storico in cui i casi di presunta malasanità occupano spesso le cronache e alimentano sfiducia nei confronti del sistema sanitario, arriva una testimonianza che racconta un’altra realtà: quella fatta di competenza, dedizione e soprattutto umanità.
È la storia raccontata dalla famiglia di Angelina Murasso, scomparsa l’8 luglio 2026 all’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, dove era stata trasferita dopo l’insorgere di gravi complicanze legate a un percorso di cura iniziato quindici anni prima con la dialisi.
Un lungo periodo segnato dalle difficoltà quotidiane che accompagnano i pazienti dializzati e le loro famiglie, ma anche dall’incontro con professionisti che, oltre alla preparazione clinica, hanno saputo offrire ascolto e sostegno.
Al centro della testimonianza ci sono due reparti dell’ospedale “Gaetano Fucito” di Mercato San Severino: la Dialisi, coordinata dalla dottoressa Maria Laudato, e la Medicina Generale, guidata dal dottor Luigi Sorrentino.
«Non abbiamo trovato soltanto medici, infermieri e operatori sociosanitari – raccontano i familiari – ma due grandi famiglie». Una vicinanza che, secondo quanto scritto nella lettera di ringraziamento, ha accompagnato la paziente e i suoi cari anche nei momenti più difficili, nonostante le note criticità legate alla carenza di personale.
La famiglia sottolinea come la cura non possa limitarsi alla sola dimensione sanitaria: «La competenza clinica deve procedere insieme all’empatia. La professione sanitaria non si esaurisce nella terapia del corpo, ma si completa attraverso il sostegno umano, l’ascolto e la vicinanza ai familiari».
Parole che diventano un riconoscimento al lavoro quotidiano di medici, infermieri e operatori spesso chiamati a gestire situazioni complesse con risorse limitate, ma capaci di mantenere centrale il rapporto con il paziente.
«Sentiamo il dovere – scrivono i figli Luigi ed Elda Figliamonti e il marito Giovanni Figliamonti – di rivolgere a tutto il personale della struttura, alla dirigenza, ai medici, agli infermieri e agli operatori sociosanitari il nostro più sincero e commosso ringraziamento».
Una testimonianza che riporta l’attenzione sul valore della buona sanità, quella che spesso lavora lontano dai riflettori e che ogni giorno costruisce il rapporto di fiducia tra cittadini e strutture pubbliche attraverso professionalità e umanità





