Radioterapia, i centri accreditati verso lo stop in Campania dal 31 luglio
Le strutture private accreditate che erogano prestazioni di radioterapia lanciano un duro allarme alla Regione Campania: senza una programmazione 2026, nuovi limiti di spesa e contratti aggiornati, dal 31 luglio potrebbero sospendere le cure in regime di accreditamento con il Servizio sanitario regionale.
Le principali strutture sanitarie private accreditate della Campania che operano nel settore della radioterapia hanno inviato una formale comunicazione al presidente della Regione, Roberto Fico, al Direttore Generale per la Tutela della Salute, Ugo Trama, e ai vertici delle Aziende sanitarie locali, annunciando la possibile sospensione delle prestazioni in convenzione con il Servizio sanitario regionale a partire dal 31 luglio 2026.
Nella nota, datata 24 giugno 2026, le strutture ricordano che la radioterapia rappresenta una prestazione salvavita e indifferibile, fondamentale per migliaia di pazienti oncologici. Proprio per questo motivo, sottolineano, negli ultimi anni la Regione Campania è intervenuta più volte per fronteggiare le criticità generate dall’introduzione del nuovo tariffario nazionale e dal rapido esaurimento dei tetti di spesa.
Secondo i dati richiamati nella comunicazione, nel 2025 il comparto privato accreditato ha garantito il trattamento di 9.402 pazienti, quasi il doppio rispetto ai 4.967 assistiti dalle strutture pubbliche, confermando il ruolo essenziale della sanità accreditata nell’assicurare la continuità delle cure oncologiche sul territorio regionale.
Le strutture denunciano però che, a quasi sei mesi dall’inizio del 2026, la Regione non ha ancora definito i nuovi volumi di attività né i relativi limiti di spesa per l’anno in corso. Di fatto, i centri stanno continuando ad operare sulla base di una proroga delle condizioni contrattuali del 2025, considerate ormai inadeguate rispetto all’effettivo fabbisogno e ai costi sostenuti.
Una situazione che, secondo i firmatari, rende impossibile proseguire senza adeguate garanzie economiche e amministrative.
Per senso di responsabilità nei confronti dei pazienti, le strutture assicurano che continueranno ad erogare le prestazioni in forma diretta fino al 31 luglio 2026. Tuttavia, in assenza di provvedimenti regionali che definiscano programmazione, copertura finanziaria e nuovi contratti, saranno costrette a sospendere l’attività in accreditamento con il Servizio sanitario nazionale.
L’appello rivolto alla Regione Campania è quello di intervenire con urgenza per evitare un’interruzione che potrebbe avere pesanti ripercussioni sull’assistenza ai malati oncologici e sulla tenuta dell’intero sistema sanitario regionale.




