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Vertenza Bamar Italia, fallisce la mediazione: i lavoratori incrociano le braccia a Salerno Attualità zonarcs 

Vertenza Bamar Italia, fallisce la mediazione: i lavoratori incrociano le braccia a Salerno



È scattata la mobilitazione sindacale con la proclamazione dello sciopero dei dipendenti della Bamar Italia, azienda attiva nel settore della distribuzione automatica e con sede a Salerno. La drastica decisione dei lavoratori giunge a seguito di una condotta aziendale giudicata apertamente antisindacale e di fronte al persistere di gravi inadempienze contrattuali. Nonostante i ripetuti tentativi di mediazione promossi per ricondurre le relazioni industriali nell’alveo della normalità, l’ultimo incontro formale tenutosi lo scorso 19 giugno presso la sede operativa di via Tiberio Claudio Felice si è concluso con un nulla di fatto, registrando una netta chiusura da parte dei vertici societari, i quali si sono limitati a prendere tempo riservandosi ogni valutazione. Al centro della protesta vi è una profonda sofferenza occupazionale che si trascina ormai da circa cinque anni, coincidente con la complessa e ancora aperta procedura di concordato preventivo presso il Tribunale di Salerno, che ha già comportato una pesante contrazione dei livelli occupazionali e un insostenibile aggravamento dei carichi di lavoro per il personale rimasto in servizio.

Le contestazioni mosse all’indirizzo del datore di lavoro non riguardano la regolarità delle retribuzioni base, bensì la sistematica disapplicazione di tutele e istituti fondamentali previsti dal Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl). Si denuncia nello specifico il mancato riconoscimento finanziario delle ore di lavoro straordinario effettivamente prestate e il mancato pagamento dell’indennità di cassa dovuta al personale che quotidianamente movimenta e trasporta i flussi di denaro dai distributori automatici dislocati sul territorio fino alla sede centrale. A ciò si aggiungono la negazione del diritto alle ferie maturate – resa problematica da una cronica carenza di organico nei reparti operativi – e profonde criticità nella gestione logistica, che generano continui disservizi a danno dell’utenza e un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro.

Sulla delicata e complessa vicenda è intervenuto direttamente Gigi Vicinanza, componente nazionale della segreteria della Cisal Metalmeccanici, che ha espresso ferma condanna nei confronti dell’atteggiamento della proprietà aziendale:

“Siamo di fronte a una condotta inaccettabile che calpesta i diritti più elementari dei lavoratori, sanciti dalle leggi e dai contratti collettivi. Non è più tollerabile che un’azienda applichi il Ccnl in modo parziale e arbitrario, negando spettanze dovute come gli straordinari e l’indennità di cassa a chi ogni giorno svolge mansioni ad alto rischio maneggiando e trasportando denaro”, ha detto Vicinanza. “I lavoratori della Bamar hanno già pagato un prezzo altissimo in termini di sacrifici e riduzione dell’organico durante i lunghi anni del concordato preventivo presso il Tribunale di Salerno. Continuare a fare resistenza e mettere in discussione i loro diritti contrattuali significa ignorare deliberatamente una sofferenza sociale che dura da troppo tempo. Chiediamo trasparenza immediata sulla reale forza lavoro e sui contratti di assunzione di tutto il personale. Riteniamo inoltre fortemente contraddittorio e lesivo della dignità dei reparti operativi procedere a nuove assunzioni nel settore amministrativo mentre si lasciano i comparti produttivi in una condizione di cronica e strutturale carenza di personale. Questa gestione non fa che esasperare il clima aziendale e compromettere la qualità del servizio. Se la proprietà non intende ripristinare immediatamente corrette e normali relazioni sindacali e riconoscere quanto dovuto ai dipendenti, la mobilitazione proseguirà con fermezza in ogni sede opportuna”.

La Cisal Metalmeccanici ribadisce che lo stato di agitazione andrà avanti ad oltranza finché l’azienda non presenterà soluzioni concrete e dettagliate per il superamento delle criticità organizzative e l’integrale pagamento di tutte le indennità contrattuali maturate dai lavoratori.

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