I Centri di Riabilitazione della Campania, condividendo le proposte elaborate dal Centro Studi Villa dei Fiori e contenute nel libretto presentato in occasione della Tavola Rotonda del 21 giugno, ritengono necessario avviare un percorso di concreta attuazione delle stesse. I Centri si confrontano quotidianamente con bisogni assistenziali sempre più complessi, determinati dall’aumento delle disabilità gravi e gravissime, dalla crescente presenza di pazienti con pluriminorazioni e dalla necessità di integrare interventi riabilitativi e assistenza alla persona. A tali difficoltà si aggiungono, non di rado, criticità nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, dovute alla complessità delle procedure, alla frammentazione delle competenze e alla difficoltà di individuare sedi stabili di confronto sui problemi concreti che interessano pazienti, famiglie ed erogatori. Le proposte formulate dal Centro Studi Villa dei Fiori e condivise dai Centri sottoscrittori non nascono da rivendicazioni di categoria né dalla richiesta di nuove risorse economiche. I Centri di Riabilitazione sono pienamente consapevoli delle difficoltà finanziarie e organizzative che caratterizzano il sistema sanitario regionale e, proprio per tale ragione, hanno volutamente individuato proposte che non comportano nuovi oneri per il bilancio pubblico né richiedono interventi straordinari di natura economica. Nessuno dei punti proposti mira ad ottenere privilegi, vantaggi competitivi o incrementi tariffari. Le proposte riguardano invece il miglioramento delle modalità di programmazione, l’applicazione coerente delle norme esistenti, la corretta allocazione delle risorse già disponibili, la valorizzazione della valutazione clinica, la trasparenza dei processi decisionali e il rafforzamento del dialogo tra istituzioni, cittadini ed erogatori. La maggior parte delle criticità evidenziate non deriva infatti dalla carenza di risorse, ma da procedure, interpretazioni amministrative e modalità organizzative che possono essere migliorate senza costi aggiuntivi. Si tratta, in sostanza, di interventi che richiedono soprattutto capacità di ascolto, confronto istituzionale, coerenza amministrativa e volontà di riportare al centro della programmazione il bisogno della persona. Per tali ragioni, i Centri sottoscrittori chiedono alla Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Campania di sostenere l’attuazione delle seguenti proposte: - Garantire il rispetto del vincolo di destinazione sulle risorse programmate, che costituisce presupposto per soddisfare il fabbisogno che ha dato luogo a quella programmazione
- Determinare gli standard di personale in coerenza con le prescrizioni formulate dalle UVBR e con i bisogni effettivi dei pazienti.
- Superare l’automatismo dei 240 giorni, restituendo centralità alla valutazione clinica e al Progetto Riabilitativo Individuale.
- Rendere dinamiche le COM, adeguandole alla produzione effettiva e all’evoluzione del fabbisogno assistenziale.
- Applicare concretamente il criterio della produzione nella determinazione dei tetti di spesa, valorizzando la capacità dei centri di rispondere ai bisogni della popolazione.
- Riallocare in corso d’anno le risorse non utilizzate verso le strutture in grado di soddisfare il fabbisogno assistenziale e ridurre le liste d’attesa.
- Ripristinare un corretto equilibrio tra Pubblica Amministrazione e soggetti accreditati, superando clausole suscettibili di limitare il pieno esercizio delle tutele previste dall’ordinamento.
- Rafforzare trasparenza e partecipazione, nel rispetto del principio “Nihil de nobis sine nobis”.
- Promuovere l’umanizzazione dell’azione amministrativa e la formazione dei dirigenti e dei funzionari sulle conseguenze concrete delle decisioni assunte sulle persone e sulle famiglie.
- Avviare un confronto sulle esperienze sviluppate in altre Regioni, al fine di individuare modelli organizzativi e assistenziali maggiormente rispondenti ai bisogni delle persone con disabilità gravi e gravissime.
Particolare urgenza riveste inoltre il ripristino per il 2026, dei codici SORESA relativi alle prestazioni erogate dalle strutture ex art. 26 della Legge n. 833/1978 che mantengono tale qualificazione all’esito dei processi di riconversione, nonché il riconoscimento delle prestazioni psicoterapeutiche effettivamente rese nell’ambito dei Progetti Riabilitativi Individuali prescritti dalle competenti UVBR. I sottoscrittori sono consapevoli che il confronto con le esperienze maturate in altre Regioni richiede inevitabilmente tempi di approfondimento più lunghi. Diversamente, tutte le restanti proposte possono trovare immediata applicazione, contribuendo concretamente al miglioramento della qualità dell’assistenza e alla tutela delle persone più fragili, senza determinare nuovi oneri per il sistema sanitario regionale. La qualità di un sistema sanitario non si misura soltanto dalle risorse di cui dispone, ma dalla capacità di utilizzarle in modo appropriato e di rispondere ai bisogni delle persone più fragili. Per tale ragione, i Centri sottoscrittori confidano che le proposte contenute nel presente documento possano trovare attenzione, ascolto e concreta attuazione. |