STORIE DI REMO: VOLO SALERNO ROMA AVANA, SOLO ANDATA
prima puntata
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Quando iniziai a scrivere le ”Storie di Remo”, dovetti stabilire la sequenza cronologica di questo ”Pentamerone” libero da quella bigotta ipocrisia che mette all’indice la letteratura erotica. Scelsi di lasciare per ultimo il racconto di Ernesto, giovane salernitano che in una vacanza a Cuba se ne innamora a tal punto da lasciare l’Italia per andare a vivere il resto della sua vita nella perla del Caribe. Ritenevo che questa storia,oltre ad essere la più toccante, fosse quella che mette maggiormente a confronto le grette culture sessuali europee ,con quelle libere dei popoli del Centro-Sudamerica. Come tenni a precisare al principio,questi eventi si riferiscono a fatti realmente accaduti di cui io stesso sono venuto a conoscenza ,per averli vissuti direttamente, o perché mi sono stati raccontati da fonti certe.
Aggiunsi anche che avrei variato solo i nomi dei personaggi e dei luoghi ,se questi elementi si fossero riferiti ad eventi delicati e compromettenti per la “privacy”dei protagonisti.

Questa ultima storia si riferisce ad un giovane nato all’inizio della seconda guerra ,orfano di padre, mai più tornato dal grande conflitto mondiale.
Giovanissimo lavora come portalettere alle Poste ed è proprio durante le vacanze estive, che decide con alcuni colleghi “senza famiglia”come lui di partire per una vacanza nella “Isla Bonita”.
Siamo subito dopo il grave sisma che colpisce la Campania nel novembre dell’80,in cui rimane vittima anche la madre del nostro protagonista.Rimasto solo senza nessuno, Ernesto viene colpito da una forte crisi interiore e la sua natura sofferente per mancanza di affetti,lo spinge alla ricerca di rapporti sentimentali che fatalmente si traducono in un’inesauribile sete di sesso.
Il manipolo di buontemponi parte per
un soggiorno programmato di un settimana .
Al ritorno pero’, Ernesto non si à’pace ; non riesce a dimenticare quei giorni vissuti nella gioia e nella spensieratezza ,tra gente felice ,anche senza il becco di un quattrino. In testa ha un chiodo fisso:
Ripartire e restare a vivere in quel posto per tutta la vita. Ci riesce facendo domanda per una pensione “baby”, all’epoca consentita ed ottenendo come vedremo in seguito una residenza permanente sull’isola per motivi di studio . Vi racconteremo le sue avventure nel paese dove vivrà fino all’ultimo giorno di vita. Capisce che avrebbe voluto nascere in quel posto ed esprime il desiderio di rimanerci per sempre ,fino a ad essere seppellito insieme ai suoi amici cubani nel piccolo cimitero della Regla.
Siamo nel 93 ed a Salerno si sparge la voce della morte di Ernesto ; un gruppo di suoi vecchi colleghi decide di andare a pregare sulla sua tomba ed anche io mi accodo a loro pur non avendolo mai conosciuto. Da poco ho aperto un negozietto di antiquariato e mi avventuro in quel viaggio ,soprattutto perché ho avute notizie che da quelle parti si trovano oggetti antichi eccezionali ed a buon prezzo. Voliamo con Blu Panorama ,l’unica compagnia che organizza voli diretti da Roma per l’Havana.
Proprio a Fiumicino “lego” con Andrea ,uno del gruppo di amici del povero Ernesto. Era con lui anche nel suo primo viaggio ed è andato varie volte a trovarlo ,anche dopo la sua decisione di stabilirsi sull’isola. Conosce tutto sulla sua vita cubana ed io decido di fare il viaggio seduto affianco a lui per raccogliere le testimonianze di questa incredibile avventura.

*Camily Bosch





