Sciopero nazionale della sanità privata, la FP Cgil di Salerno: “I lavoratori non possono più aspettare”
Nella giornata di domani (venerdì 17 aprile 2026) le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata, delle RSA e dei centri di riabilitazione di tutta Italia incrociano le braccia. Lo sciopero nazionale è stato proclamato unitariamente da FP CGIL, CISL FP e UIL FPL al termine di una vertenza lunga e logorante, che ha visto i sindacati confrontarsi ripetutamente con il Ministero della Salute senza ottenere dalle parti datoriali, AIOP e ARIS, “alcuna reale disponibilità” ad aprire il tavolo dei rinnovi contrattuali. La mobilitazione coinvolge circa 300.000 professionisti a livello nazionale, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici, medici, amministrativi, e si accompagna a una grande manifestazione in Piazza Santi Apostoli a Roma.
Le ragioni di questo sciopero sono inconfutabili. Il contratto nazionale AIOP è scaduto da otto anni; quello ARIS, che regola le RSA, da quattordici. Nel frattempo l’inflazione ha eroso il 22% del potere d’acquisto dei lavoratori della sanità privata e il 32% di quelli delle RSA. A questo si aggiunge una disparità strutturale rispetto al settore pubblico che non ha più alcuna giustificazione: un infermiere della sanità privata guadagna oggi mediamente 500 euro mensili in meno rispetto a un collega di pari funzioni e competenze impiegato nel pubblico. “Non si tratta di una differenza marginale: è una discriminazione retributiva di sistema, che FP CGIL denuncia con forza e che trova conferma nei dati della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche. Ciò che rende questa situazione ancora più intollerabile è il contrasto con i dati economici del settore. Secondo le elaborazioni su dati Mediobanca, nel 2023 il fatturato complessivo della sanità privata accreditata ha toccato la cifra record di 12,02 miliardi di euro, con una crescita del 15,5% rispetto al 2019. L’utile netto è raddoppiato in un solo anno, raggiungendo 449 milioni di euro. La liquidità aziendale sfiora 1,8 miliardi di euro. Sono i numeri di un settore in piena prosperità, che scarica il proprio rischio d’impresa sulle spalle di chi lavora, potendo contare su finanziamenti pubblici garantiti attraverso il meccanismo dell’accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale.
È proprio su questo punto che si concentra la rivendicazione più strutturale avanzata da FP CGIL: il rinnovo dei contratti collettivi nazionali, sottoscritti con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, deve diventare un requisito vincolante per l’accreditamento istituzionale. Chi eroga servizi sanitari con denaro pubblico non può sottrarsi alle regole del lavoro dignitoso. Nessun rinnovo contrattuale, nessun accreditamento
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