Capaccio Paestum, appalti pilotati: De Rosa, D’Auria e Campanile tornano in libertà
Presunti appalti della pubblica illuminazione pilotati a Capaccio Paestum: tre imputati tornano in libertà. Il presidente del Tribunale di Vallo della Lucania, Vincenzo Pellegrino, con il parere favorevole del pm, ha disposto stamane la revoca delle misure cautelari a carico di Vittorio De Rosa e Alfonso D’Auria della Dervit (assistiti dall’avv. Antonello Natale) e dell’ex capostaff Andrea Campanile (difeso dall’avv. Cecchino Cacciatore). De Rosa era sottoposto all’obbligo di dimora in Salerno, D’Auria al divieto di dimora a Capaccio Paestum e Campanile all’obbligo di firma. Nel valutare che la fase dibattimentale del processo in corso ha visto l’assunzione di tutti i testimoni citati dalla pubblica accusa, il giudice ha ritenuto esclusa la permanenza delle esigenze cautelari ed il pericolo di reiterazione del reato, vista anche l’irreprensibile rispetto delle restrizioni da parte dei tre imputati. Lo scrive Stiletv. Tra gli altri co-imputati, il rup Carmine Greco resta sottoposto al divieto di dimora nella città dei Templi; anche per l’ex sindaco Franco Alfieri permane l’obbligo di dimora a Torchiara, non avendo i suoi legali (avv.ti Agostino De Caro e Domenicantonio D’Alessandro) avanzato alcuna richiesta di revoca della misura. Contestualmente, Alfieri è ancora sottoposto anche agli arresti domiciliari per il presunto patto elettorale politico-mafioso in occasione delle Amministrative 2019. Tutti gli imputati torneranno in aula il 23 aprile: l’accusa è di turbata libertà degli incanti e corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, in concorso, con Alfieri che risponde anche di falso ideologico. Parte civile il Comune di Capaccio Paestum.





