Nocera Inferiore, incendia auto della ex: patteggiamento respinto, pochi due anni
Respinta la richiesta a due anni di patteggiamento nell’ambito di un’inchiesta su maltrattamenti, minacce e incendio di una autovettura. Vittima la sua ex fidanzata che aveva deciso di troncare il rapporto probabilmente proprio per quei modi violenti. Giudizio immediato per un 30enne nocerino tuttora agli arresti domiciliari su denuncia di una giovane di 29anni a cui aveva reso parte della sua vita un inferno. Era stato arrestato una decina di giorni prima di Natale 2025 e sottoposto alla misura cautelare degli arresti in casa con il braccialetto elettronico. Lo avevano fermato i carabinieri della Stazione di Nocera Inferiore accusandolo di atti persecutori e danneggiamento a seguito da incendio ai danni dell’ex compagna. Il provvedimento cautelare era stato emesso dal gip del Tribunale di Nocera Inferiore su richiesta della locale Procura della Repubblica. Le indagini erano scattate a seguito della denuncia presentata dalla vittima stanca di subire vessazioni. Dagli accertamenti sarebbero emersi gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo che, non accettando la fine del rapporto sentimentale, avrebbe messo in atto una serie di comportamenti vessatori. Il 30enne avrebbe perseguitato la donna con costanti pedinamenti e continue telefonate. L’escalation delle minacce sarebbe culminata nell’incendio doloso dell’autovettura della vittima (assistita dall’avvocato Laura Giudice). Le telecamere di videosorveglianza avrebbero, infatti, documentato i movimenti dell’uomo prima dell’episodio clou. Le immagini lo ritrarrebbero mentre si reca alla stazione di servizio per procurarsi il carburante che, secondo l’accusa, sarebbe poi stato utilizzato per appiccare il rogo. Un elemento investigativo che contribuisce a ricostruire la sequenza dei fatti che avrebbe preceduto l’incendio della macchina. Ma anche dopo l’incendio dell’autovettura avrebbe appiccato il fuoco presso l’abitazione della madre, casa frequentata da lui per 8 anni e dove sono situati un serbatoio di gas e 2 autovetture alimentate dal gpl. E lui ne sarebbe stato a conoscenza e ha appiccato il fuoco proprio in quel luogo secondo la procura nocerina volutamente. Inoltre la ragazza avrebbe avuto un pro memoria sul cellulare, dove avrebbe annotato tutte le minacce che man mano subiva nei mesi: il tutto avrebbe avuto inizio da settembre fino all’incendio di dicembre quando poi la giovane decise di denunciare le vessazioni tenendo per la sua vita e quella dei familiari. Oltre alla misura dei domiciliari, il giudice aveva disposto per l’indagato l’applicazione del braccialetto elettronico per monitorarne gli spostamenti. La sua posizione ora arriva in Tribunale a Nocera Inferiore per il giudizio immediato emesso dalla procura dopo che il difensore del 30enne aveva presentato istanza di patteggiamento a due anni di reclusione poi respinta dal tribunale.
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