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Emergenza ludopatia a Scafati, sette sopralluoghi in tre anni: Velardo e Grimaldi del Pd chiedono più controlli Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Emergenza ludopatia a Scafati, sette sopralluoghi in tre anni: Velardo e Grimaldi del Pd chiedono più controlli

 

 

A Scafati il contrasto alla ludopatia resta fermo ai sopralluoghi su richiesta e agli orari d’ufficio, mentre sul piano politico cala il silenzio. È questo il quadro che emerge dal riscontro all’interrogazione presentata in Consiglio comunale sul monitoraggio del gioco d’azzardo e sull’applicazione della legge regionale della Campania numero 2 del 2020. Un documento tecnico che, secondo le opposizioni, certifica l’assenza di una regia amministrativa su un fenomeno che incide su salute pubblica, legalità e tenuta sociale.
Dal 2023 a oggi la polizia municipale ha effettuato sette sopralluoghi su richiesta della Questura di Salerno per verificare il rispetto delle distanze dai luoghi sensibili: sei con esito favorevole e uno con parere non favorevole. Nessuna sanzione per presenza di minori nelle sale controllate. Nessun controllo congiunto richiesto, nel periodo post-Covid, dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per il sequestro di apparecchi irregolari. Inoltre, l’attività di vigilanza è limitata agli orari di servizio (7,45-21), mentre il divieto comunale di funzionamento degli apparecchi dalle 23 alle 9 non risulta monitorato nelle fasce notturne.
Per Michele Grimaldi e Francesco Velardo, consiglieri comunali del Pd, il dato politico è «l’assenza totale della parte politica nella risposta a un’interrogazione che riguarda salute pubblica e legalità». «Non ha risposto il sindaco, non hanno risposto gli assessori competenti. È un silenzio grave – dichiara Grimaldi – anche a nome della coalizione “Ora e sempre Scafati”, perché parliamo di un fenomeno che a Scafati ha numeri allarmanti. Se i controlli avvengono solo su richiesta della Questura e negli orari d’ufficio, significa che manca una strategia complessiva. Il distanziometro previsto dalla legge regionale rischia di diventare carta straccia se non c’è una mappatura aggiornata e verifiche costanti».
Velardo e Grimaldi sottolineano anche il contesto più ampio in cui si inserisce l’inerzia amministrativa: «Non possiamo dimenticare che il settore del gioco d’azzardo rappresenta un’area sensibile sotto il profilo economico – spiega Velardo -. L’assenza di controlli costanti e di un coordinamento politico lascia spazi che, in contesti come il nostro, possono essere sfruttati da interessi poco trasparenti. Ma va ricordato che i controlli servono anche a garantire a chi opera nella legalità e nella trasparenza di lavorare meglio, evitando concorrenza sleale e rischi per la propria attività».
I consiglieri comunali punta il dito anche sull’assenza di una banca dati locale e su una pianificazione integrata con i servizi sanitari: «Il Comune afferma di non disporre di strumenti per monitorare i volumi economici del gioco, ma non basta scaricare tutto su altri enti. Serve un tavolo permanente con Asl, SerD, scuole e forze dell’ordine. Inoltre, non risultano campagne informative per incentivare la riduzione della Tari agli esercizi “slot free”. Se non si promuovono le alternative, si favorisce l’inerzia».
Sulla stessa linea Velardo, che parla di «vuoto di indirizzo politico».
«La polizia municipale chiarisce di non avere competenze nella definizione delle politiche di contrasto alla ludopatia. Questo significa che l’indirizzo deve arrivare dalla Giunta – afferma Velardo -. Non possiamo limitarci a prendere atto delle difficoltà di organico o degli orari di servizio. Il divieto notturno esiste e va fatto rispettare. Se non ci sono risorse sufficienti, l’amministrazione ha il dovere di dirlo e di intervenire».
Entrambi i consiglieri chiedono ora che la questione venga discussa in aula con un atto di indirizzo chiaro: aggiornamento della mappatura dei luoghi sensibili, verifica puntuale delle distanze, controlli sugli orari, adesione ai programmi regionali di prevenzione e una campagna pubblica contro il gioco patologico.
«Non è una battaglia ideologica – concludono – ma una questione di responsabilità verso le famiglie e i giovani della città. Ignorare il problema significa lasciare soli i più fragili. Chiediamo trasparenza, dati e scelte politiche nette. La salute pubblica e la legalità non possono restare ostaggio dell’inerzia amministrativa».
  

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