Campania, in carcere oltre 1800 detenuti con pene inferiori ai 2 anni
In Italia, su un totale di 63.499 detenuti, 16.690 devono scontare pene inferiori ai due anni. In Campania, tra i detenuti con condanna definitiva, sono 1.820 quelli in questa condizione. A snocciolare i dati è stato Samuele Ciambriello, Garante dei detenuti della Campania e portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti delle persone private della libertà, nel corso del convegno “Magistratura di sorveglianza: ruolo, funzione e prospettive”, tenutosi nell’Aula del Consiglio Regionale della Campania.
All’incontro hanno partecipato il Presidente del Consiglio Regionale, Massimiliano Manfredi, la Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, Patrizia Mirra, e il Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria della Campania, Carlo Berdini.
Ciambriello ha evidenziato come le misure alternative al carcere, se applicate con serietà, possano trasformare la pena in un percorso di responsabilizzazione e reinserimento sociale, riducendo la recidiva. “La sfida – ha sottolineato – è scegliere tra percorsi che favoriscano il reinserimento e l’accettazione di un rischio calcolato, oppure continuare a usare il carcere come risposta simbolica, spesso inefficace”.
Alla tavola rotonda hanno preso parte anche rappresentanti dell’Osservatorio regionale sulla vita detentiva, dell’associazione Antigone, de Il Carcere Possibile, oltre ai Garanti dei detenuti di Napoli, Trento e della Puglia, approfondendo il ruolo fondamentale della magistratura di sorveglianza per un sistema penale più efficace e umano.





