Agovino (Forza Italia): “A Sarno il Pd rinuncia alla leadership e perde identità politica”
“Definire “provocazioni” o “strumentalizzazioni” una semplice lettura dei fatti politici è un artificio retorico utile solo a spostare il focus ed evitare il merito. Quanto al presunto “interesse” di Forza Italia per quello che succede in casa Pd, la realtà è chiara: non è interesse, è fisiologia democratica. Quando un partito rivendica centralità nell’amministrazione, le sue scelte – e soprattutto le sue rinunce – diventano inevitabilmente oggetto di giudizio pubblico. Pensare il contrario significa confondere la politica con una proprietà privata. Non era mia intenzione soffermarmi sul dato delle elezioni regionali, perché non è il cuore della contestazione e, anzi, rafforza quanto sostenuto. La sola lista Pd a Sarno ha raccolto il 19,36% dei consensi: un dato significativo che rende ancora più grave la scelta politica compiuta. Con questo consenso, il Pd ha deciso di non esprimere leadership, di non indicare candidati e di appoggiare soluzioni civiche riconducibili al centrodestra. Rivendicare consiglieri e assessori non colma il vuoto politico. Senza una linea autonoma, la partecipazione amministrativa diventa gestione passiva. Quando tutto viene ricondotto all’azione del sindaco, il partito perde identità e capacità di incidere. Ed è proprio questo il nocciolo della questione. Tutti ricorderanno l’idea di Francesco Squillante, partecipare alla competizione elettorale con una sola lista, ebbene tutti quelli che sta facendo oscurare la politica, i partiti e gli stessi uomini che lo circondano sono riconducibili alla “soluzione finale”: azzerare l’azione politica dei partiti provando a svuotarli, omologando tutti i pensieri nn è un bene per la politica. Non ricordiamo un provvedimento che possa essere riconducibile ad un consigliere o ad un assessore. Una sola figura primeggia quella del sindaco “dittatore”. Si racconta di ordini di scuderia per gli amministratori di maggioranza a partecipare a tutte le manifestazioni, ovviamente tutti rigorosamente in seconda fila.
Appiattire il confronto, non è un plus, la competizione tra partiti, tra esponenti è una sana pratica che permette a tutti di migliorarsi e dare il massimo, altrimenti siamo costretti a vantarci del nulla. E forse non è solo un caso locale. Basta guardare alle recenti dimissioni del sindaco Napoli a Salerno per cogliere un metodo: lo stesso metodo di comando e controllo, scelte rinviate, equilibri preservati, strategie di posizionamento. Ed è legittimo chiedersi che fine abbiano fatto, a Sarno, i voti di chi ha creduto nel Pd”.
Così Giuseppe Agovino, dirigente provinciale di Forza Italia, commenta l’attuale momento politico della maggioranza consiliare di Sarno.





