Il padre accusato di stalking: «Ma può e deve vedere il figlio»
«Non esiste alcuna relazione tra l’accusa di stalking» indirizzatagli dall’ex moglie «e la sua capacità genitoriale che dovrà essere esercitata in maniera piena e paritaria al pari, dunque, del diritto della madre a svolgere il proprio ruolo». «I due ex coniugi sono invitati formalmente ad intraprendere un percorso di mediazione familiare e a rimettere tutte le querele che, nel corso degli anni, si sono rivolti poiché la serenità del bambino non potrà che dipendere dal comportamento maturo e responsabile di entrambi i genitori. Il piccolo da ora in poi ha bisogno di fare affidamento su due genitori che affrontino responsabilmente la separazione e collaborino, nel rispetto reciproco, nella crescita del figlio evitando di incrementare inutili questioni che, a lungo andare, potrebbero incidere negativamente, nella crescita del bambino».
È un provvedimento del giudice del tribunale civile di Nocera, Simone Iannone, a dirimere una delicatissima vicenda familiare che, scandita attraverso ripetute denunce formalizzate da entrambi i due ex coniugi, ha leso il sacrosanto diritto di un bambino, di soli 4 anni, a vivere serenamente la sua infanzia e, soprattutto, a maturare un rapporto con il suo papà che, per circa due anni, ha potuto incontrare, solo all’interno di una fredda sala dei servizi sociali del Comune di Roccapiemonte. Fonte: Il Mattino





