Libretti al portatore, addio entro fine anno
Nessuno poteva mai immaginare che il libretto al portatore sarebbe scomparso. Funzionava come un salvadanaio, simbolo di un regalo che i nonni facevano ai nipoti, ma eran0 utilizzati anche dai malviventi per riciclare denaro. Dal primo gennaio 2019 i libretti al portatore non saranno più ammessi. Sono previste multe salatissime per chi non li estingue.
Sarà capitato a molti, da bambini, di ricevere in occasione di una festività o di un compleanno, una bustina contenente una piccola somma di denaro. Noi, ignari e dispiaciuti di non avere avuto come regalo un giocattolo nuovo, ringraziavamo educatamente. Ed è proprio in quel momento che qualcuno pronunciava la frase di rito “questi soldini li metteremo sul libretto!”. Questa consuetudine, che era parte del costume del tempo, assume ora un sapore nostalgico e vagamente retrò, specialmente da quando i libretti al portatore saranno definitivamente sorpassati dalla recente normativa che li ha dichiarati fuorilegge. Rimarranno, invece, i libretti nominativi.
Entro il 31 dicembre 2018 chi è in possesso di questi strumenti di risparmio dovrà recarsi in banca o alle Poste e scegliere se incassare direttamente i propri risparmi, convertirli in libretti nominativi o trasferire l’importo su conto corrente o su un altro strumento di risparmio. In ogni caso non vi è alcun rischio di estinzione dei propri fondi.
Oltre la scadenza banche e Poste saranno ancora obbligati a versare quanto dovuto a chi si presenterà, seppur tardivamente, con un vecchio libretto al portatore. Il possessore verrà tuttavia segnalato al Ministero che applicherà una sanzione amministrativa tra i 250 e i 500 euro. La norma prevedeva già dal 4 luglio 2017 l’obbligo per banche e Poste Italiane di emettere esclusivamente libretti di deposito nominativi. Dalla stessa data i libretti bancari o postali al portatore non possono più essere trasferiti da un portatore ad un altro.
La novità segue le direttive impartite dagli organismi internazionali che si occupano di formulare regole e indirizzi per tutelare l’economia dai rischi di infiltrazioni criminali nel sistema finanziario e che già da tempo suggerivano di limitare progressivamente l’utilizzo di strumenti finanziari e titoli al portatore. Radicati nella cultura del risparmio italiano, i libretti al portatore bancari e postali sono supporti cartacei che normalmente vengono distribuiti dopo aver aperto un conto di risparmio. All’interno sono annotate tutte le transazioni come prelievi, depositi, crediti, spese e interessi. Rispetto al conto corrente, le transazioni sono limitate a pochi servizi.
Una caratteristica connotativa del libretto è che il saldo non può mai essere negativo perché non è possibile prelevare più di quanto si è versato. Si tratta senza ombra di dubbio di uno strumento comodo per mettere i propri soldi da parte.
I libretti al portatore sono diventati illegali perché non erano nominativi, non consentivano quindi la tracciabilità e per questo motivo abbondavano gli illeciti quali il riciclo del denaro sporco. Per riscuotere una certa somma di denaro in banca o alle poste utilizzando il libretto al portatore, era sufficiente soltanto esibirlo, senza mostrare nessun altro tipo di documento.
Il decreto legislativo 90/2017 sull’attuazione della direttiva UE 2015/849 in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo è entrato in vigore il 4 luglio 2017
ed ha proibito conti o libretti di risparmio in modo anonimo o con un titolo fittizio, sia in Italia che all’estero. Quindi dal 4 luglio 2017 non è più possibile emettere libretti al portatore, ma soltanto nominativi, che funzionano in modo del tutto simile, ma sono nominali e quindi tracciabili. L’articolo 3 del decreto legislativo 90/2017 ha modificato gli articoli che vanno da 49 a 51 del decreto del 21 novembre 2007 n. 231 su “Limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore”.
La legge oggi in vigore afferma che le banche o gli uffici postali sono tenuti a emettere esclusivamente libretti di deposito nominativi, estendendo il divieto di apertura di libretti di risparmio con analoghi strumenti, presso Stati esteri. Negli anni precedenti si era tentato di arginare il problema legato al trasferimento del denaro attraverso libretti al portatore. Per esempio, il decreto Salva-Italia (n. 201/2011) all’art. 12 aveva ridotto il limite per l’apertura e il trasferimento di conti di libretti al portatore (bancari e postali) da 2.500 euro a 1.000 euro. Inoltre, i libretti con un credito superiore a 999,99 euro avrebbero dovuto essere regolarizzati entro il 31 marzo 2012, pena una multa di almeno 3.000 euro. Ci sono stati centinaia di casi nei quali si è scoperto dell’esistenza della multa solo dopo la liquidazione del libretto generando nei risparmiatori non poche polemiche. Se dal luglio 2017 non è più possibile per una banca o per la posta emettere un libretto al portatore, dal 2019 nessun risparmiatore potrà possederne uno.
Se si è in possesso di un libretto al portatore, entro e non oltre il 31 dicembre 2018, è possibile recarsi in banca o in un ufficio postale, dove è possibile percorrere tre strade:
- trasferire i soldi su un conto corrente
- richiedere la conversione in un libretto nominativo
- richiedere i contanti
Se il portatore originario di un libretto è deceduto i conti personali registrati diventano parte dell’eredità se, in caso di morte, sono detenuti dal defunto o detenuti da terzi a loro nome (ad esempio nel caveau di un istituto di credito). Pertanto, gli eredi sono gli unici soggetti legittimati ad estinguere il conto. In ogni caso, la banca o le poste sono tenute ad avvertire il proprietario del libretto.
I trasferimenti di denaro tramite libretto sono diventati fuorilegge dal 4 luglio 2017 e queste transazioni illegali possono causare multe elevate. A partire dal primo gennaio 2019, saranno applicate nuove regole per conformarsi alle norme europee antiriciclaggio nel settore dei libretti, oltre che del contante e degli assegni.
Queste nuove regole sono molto più rigide rispetto alle precedenti e chi non le rispetta sarà multato (anche chi possiede una somma irrisoria o chi non vorrebbe recarsi alla banca o alle poste perché ritiene sia una perdita di tempo). Le multe previste saranno salate. Se le regole non dovessero essere rispettate, le multe prevedono penalità dal 10% al 40% dell’importo depositato sul conto. Per un libretto al portatore trasferito o non estinto la multa si aggirerà intorno ai 250 e ai 500 euro. Quello del 31 dicembre 2018 sarà un addio che coinvolgerà molte persone, se si considera che nel bilancio al 31 dicembre 2016 solo le Poste avevano una consistenza dei libretti di risparmio (sia al portatore che nominativi) per un valore di 119 miliardi, a testimonianza della loro diffusa popolarità.





