Avvocato pagato dopo 20 anni ad Angri
Debiti fuori bilancio: il Comune pagherà l’avvocato Ernesto Mauri dopo venti anni dagli incarichi conferiti. Una vicenda che racconta di lungaggini e pastoie burocratiche tipiche della pubblica amministrazione. I fatti risalgono al 1996 ed al 1998 ma solo ora a seguito di due sentenze favorevoli e due ricorsi al Tar il legale potrà ottenere il saldo del proprio onorario, maggiorato di interessi e spese, visto che a partire da quegli anni ha difeso l’Ente in diversi procedimenti e in diversi gradi di giudizio. In totale l’amministrazione dovrà sborsare 35mila euro circa visto che i ricorsi incardinati e vinti dal professionista contro l’Ente sono due. Un contenzioso che si è risolto solo grazie all’intervento della magistratura che ha decretato la soccombenza del Municipio. Da qui il parere favorevole del Consiglio comunale che ha deliberato in tal senso, ottenuto anche il parere tecnico favorevole del Collegio dei revisori dei conti che ha preso atto della condanna in contumacia dell’Ente e dell’intera vicenda processuale. Sullo sfondo gli incarichi professionali ricevuti dal legale a metà degli anni Novanta da parte dell’amministrazione dell’epoca. Dopo poco più di due decenni si avvia quindi a conclusione la contrapposizione tra il legale ed il Municipio. Non è la prima volta che Palazzo di Città affronta esborsi non preventivati in bilancio. Essi esulano, infatti, da una specifica previsione e sussistono pur in assenza di uno specifico impegno contabile. A regolare la materia è l’art.194 del Tuel n.267/2000 che individua i debiti fuori bilancio in alcune casistiche nelle quali rientra anche il Comune. Sono considerati legittimi i debiti fuori bilancio in presenza di sentenze esecutive, copertura di disavanzi di consorzi, di aziende speciali e di istituzioni, ricapitalizzazione di società di capitali costituite per l’esercizio di servizi pubblici locali, procedure espropriative o di occupazione d’urgenza per opere di pubblica utilità. Tra gli esborsi più significativi degli ultimi tempi i circa 500mila euro a favore della Banca della Campania, tesoreria comunale, quale restituzione degli importi frutto dei pignoramenti avviati nel periodo 2006-2011 sul conto corrente dell’istituto di credito quale terzo pignorato e quello più recente a favore degli eredi della famiglia Vaccaro per indebita occupazione di suoli privati mai regolarmente espropriati. Fonte: La Città di Salerno





