Un’enorme palizzata per dividere la spiaggia “vip” da quella libera
Ci sono certi muri, tra di noi, che simbolicamente hanno un carattere più dirompente di quelli ben più tristi e noti eretti, e alcuni abbattuti, nella storia contemporanea. Un muro per definizione ha carattere protettivo, difendere ciò che è dentro dai pericoli che vengono da fuori. Sono stati eretti anche per difendere le ideologie (il comunismo dal capitalismo) o la razza; ogni tanto un muro sorge per dividere qualcuno da qualcun altro, e invece di attenuare i conflitti, li inasprisce e diventa simbolo di tirannia e di potere, oppure di oppressione. Ma ci sono muri e muri, e alcuni sono davvero più tristi di altri, anche se meno importanti e che mai assurgeranno agli onori della Storia, ma semmai raccontano di piccole storie locali. Erano anni che non frequentavo la spiaggia della Baia, così chiamata per via del grande complesso alberghiero che sorge proprio sul costone di roccia che delimita la spiaggia, sulla strada verso Vietri Sul Mare. La spiaggia della Baia è ciò che resta degli antichi stabilimenti balneari di Salerno, che si estendevano lungo la costa prima della costruzione del porto commerciale. La spiaggia della Baia è una striscia di sabbia (poca) e pietrisco che dal braccio del porto arriva fino alla Crestarella, al confine con il comune di Vietri. Domenica mattina, in compagnia di alcuni giovani amici, mi sono lasciato convincere a fare un bagno in quel tratto di mare che ricordavo sempre un po’ più pulito e balneabile delle altre spiagge cittadine. Appena arrivato in spiaggia, sono stato colpito allo stomaco e alla coscienza da una cosa che mai avrei pensato potesse essere fatta nella mia città: un muro. Un vero e proprio muro di separazione, alto e robusto, costruito con assi di legno e pali conficcati nella sabbia, che divide il lussuoso stabilimento balneare della Baia, dalla spiaggia libera. Fonte: La Città di Salerno





