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Covid, il professor Crisanti: “Qualcosa non va in Italia” Primo piano Provincia 

Covid, il professor Crisanti: “Qualcosa non va in Italia”



Il bollettino di martedì, infatti, ha segnalato 20.396 contagi con 502 morti, mentre i dati di ieri hanno segnalato 23.059 casi e 431 morti. “Non mi convincono – ha notato Crisanti a colloquio con Adnkronos Salute – questi numeri bassi di nuovi casi e questo dato così alto dei decessi“.

Questa l’analisi del virologo: “Secondo me deve esserci una sottostima da qualche parte. I morti li contabilizziamo bene, ma penso che sottostimiamo i positivi, non riesco a capacitarmi del perché”.

Tra i possibili responsabili, a detta di Crisanti, ci sarebbero i tamponi rapidi: “Secondo me dovrebbero essere proprio eliminati i test antigenici rapidi, oppure confinati in casi precisi, per esempio solo per fare analisi di popolazioni e basta”.

“Si fanno troppi test antigenici e fatti male – ha ribadito Crisanti -. C’è uno squilibrio di positività fra gli antigenici e i molecolari”.

Con i tamponi rapidi i problemi sono due, secondo il direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova: “Sono meno sensibili e li eseguono persone diverse, quindi possono essere più o meno fatti bene”.

Andrea Crisanti ha poi fatto una previsione su quello che succederà nei prossimi mesi: “Oggi sicuramente viviamo un grande incremento di casi. E con una situazione in rialzo è possibile che i morti aumenteranno ancora. I decessi che vediamo oggi, ricordo, si riferiscono a 2-3 settimane prima. Siamo in una fase di ascesa e secondo me il virus sta circolando di più di quello che vediamo dai test, c’è qualcosa che non stiamo facendo bene”.

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