La plastica al pene non riesce; lesioni permanenti per un 27enne
A giudizio diretto un medico urologo, E.G., per aver causato «lesioni personali gravi consistenti nella necrosi dell’asta e dello scroto, determinando un indebolimento dell’organo e un suo deficit erettivo con conseguente stato depressivo ansioso». La vittima è un ragazzo, oggi 27enne, che ha subito danni permanenti a causa di negligenza ed imperizia nella gestione del post operatorio di un intervento di circoncisione e plastica di un pene palmato.
I fatti sono del mese di giugno del 2014. L’intervento fu eseguito in una nota clinica salernitana. Subito dopo l’operazione chirurgica, nel paziente insorse un edema penoscrotale ma il medico attese che il gonfiore passasse da solo e solo in un secondo momento decise di intervenire. Dopo venti giorni circa. Ma, a detta sua, dopo il secondo intervento «riuscito», il ragazzo non avrebbe dovuto più avere problemi dichiarandolo «clinicamente guarito». Secondo la perizia della procura, cartella clinica e fotografie alla mano, le condizioni cliniche del paziente non erano delle migliori: «Il paziente – scrive il pm nella citazione diretta a giudizio del medico – non andava dimesso ed andava, anzi, sottoposto a nuovo intervento chirurgico così da risolvere l’emorragia locale».
Fonte: IlMattino





